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Madri di Quartiere

Progetto protezione

famiglie fragili

La finalità del progetto è costruire una rete di supporto assistenziale, psicologico e sociale mirata

alla protezione delle famiglie fragili  che affrontano l’esperienza della malattia tumorale, dove il rischio

di destabilizzazione risulta più elevato. 

E' possibile inserire nel nucleo famigliare figure professionali opportunamente formate con compiti specifici definiti al momento dell’attivazione del progetto: assistente tutelare materna; assistente domiciliare;

Madre di Quartiere; educatore; volontario.

In merito a questa iniziativa il Mondo di Joele si occupa prevalentemente della raccolta fondi degli interventi diretti con le famiglie fragili e della formazione degli operatori.

L’attivazione dell’intervento può avvenire in qualunque momento del percorso del paziente oncologico,

dalla prima diagnosi alle cure palliative ed è tanto più utile quanto più precocemente vengono identificate

le situazioni di vulnerabilità della famiglia. 

Per questo motivo attualmente la prima valutazione del nucleo famigliare avviene a livello del Centro Accoglienza Servizi al momento della presa in carico infiermieristica. 

 

Il progetto, ora definito come “Progetto Protezione Famiglie Fragili” in base ai nuovi assetti istituzionali, vedrà coinvolte nella convenzione in via di rinnovo con Il Mondo di Joele Onlus l’ASL Città di Torino

e la Fondazione F.A.R.O.

Il progetto nasce dall’idea di estendere un’esperienza consolidata nella periferia di Berlino ad uno dei quartieri con la percentuale di popolazione straniera più elevata di Torino, San Salvario. Oggi attivo su tutto il territorio cittadino, il progetto ruota attorno alla figura professionale quanto informale della Madre di Quartiere, donna e madre appartenente ad una comunità di origine straniera che diventa cerniera tra quest’ultima e la rete dei servizi territoriali. 

Il progetto promosso dal Mondo di Joele e sperimentato a partire dal 2012, resta ad oggi l’unico nel suo genere in Italia.

 

I bisogni a cui si è tentato di risponde con esso sono:

  • una scarsa conoscenza da parte della popolazione straniera di tutte le risorse, istituzionali e del privato sociale, offerte dal territorio;

  • la necessità da parte dei servizi e degli enti no profit di intercettare una vasta fetta di popolazione straniera residente nel quartiere, particolarmente fragile e in condizioni di disagio;

  • le difficoltà per le donne straniere di prendere parte ad occasioni di socializzazione e di alfabetizzazione, difficoltà che si ripercuote sulla crescita e l’educazione dei figli in un contesto diverso da quello in cui loro stesse sono cresciute;

  • la difficoltà delle donne straniere di trovare un lavoro che permetta loro di integrare il reddito familiare e prendersi cura della casa e dei figli.

 

Ponendosi in un’ottica di welfare generativo e di prossimità, il progetto si propone di:

  • favorire l’empowerment delle donne straniere che andranno a ricoprire il ruolo di MdQ, attraverso un percorso di formazione che fornirà loro competenze relazionali utili ad affiancare professionalmente le persone in difficoltà;

  • intercettare le situazioni a rischio in un’ottica di prevenzione; operando in luoghi quali la strada, la scuola, i giardini, nel proprio condominio, in coda alla posta, le Madri di Quartiere hanno modo di entrare in contatto con donne e famiglie fragili, che inserite in un percorso di aiuto riducono il rischio di scivolare in condizione di povertà assoluta.

Informazioni ai sensi della Legge 124 del 2017, articolo 1, comma 125

Progetto Protezione Famiglie Fragili

Servizio: Rete di supporto assistenziale, psicologico e sociale

Ente erogatore: Azienda Sanitaria Locale Città di Torino

Convenzione: € 10.000,00